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PAOLO BERNARDI QUARTET in concerto all’Alexanderplatz il 31 marzo

Un omaggio alla musica di Charles Aznavour
e alcune anticipazioni dal nuovo progetto discografico
Paolo Bernardi torna a suonare in uno dei tempi romani del jazz. Il prossimo 31 marzo il pianista romano e il suo quartetto suoneranno all’Alexanderplatz (via Ostia 9, zona Ottaviano, h. 22:00, biglietto 10 €, infoline 06/39721867) brani tratti da “…Plays Aznavour”, disco in cui vengono reinterpretati alcuni successi di Charles Aznavour: un artista a tutto tondo (oltre che come chansonnier fu molto apprezzato anche come compositore, scrittore ed attore), un “uomo per tutte le stagioni” per il quale Paolo prova una vera e propria passione personale.
Il Paolo Bernardi Quartet, inoltre, per l’occasione presenterà anche alcuni brani tratti dal nuovo lavoro (in uscita a fine aprile): la colonna sonora di un audiobook dedicato alle struggenti Lettere d’amore di Eloisa e Abelardo, vicenda ambientata nella Parigi del XII secolo)
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PAOLO BERNARDI QUARTET
Paolo Bernardi: pianoforte, arrangiamenti, musiche
Piercarlo Salvia: sax alto, clarinetto
Giuseppe Talone: contrabbasso
Pietro Fumagalli: batteria
Di seguito gli appuntamenti 2013/14 (in continuo aggiornamento)
31/03: Roma * Alexanderplatz (Paolo Bernardi Quartet – “...plays AZNAVOUR”)
05/04: Roma * Teatro Massimo (Bernardi-Cicconetti-Ostini – Trio Celluloide)
13/04: Roma * Libreria “L’Universale” (Bernardi-Tenev Duo – Baroque, Tango and Blue)
24/04: Roma * 'Gusto Wine bar (Bernardi-Rizzo Calambre Tango Project)
27/04: Roma * Alexanderplatz (Bernardi-Cicconetti-Ostini – Trio Celluloide)
BIOGRAFIA
Nato a Roma nel 1973, Paolo Bernardi ha compiuto studi musicali classici, diplomandosi in pianoforte presso il conservatorio “Respighi” di Latina. Seguono il diploma in Musica Jazz presso il conservatorio “Morlacchi” di Perugia (nel 2004 col massimo dei voti) col M° Paolo Di Sabatino e la laurea di II livello in Jazz presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma (nel 2009, col massimo dei voti e la lode), sotto la guida del M. Paolo Damiani.
Lavora come pianista di scena in vari spettacoli teatrali, tra cui “Sei personaggi in cerca d'autore”, diretto da Patroni-Griffi nell'edizione del 1998. Ha suonato e ha all’attivo numerose registrazioni con: Irio De Paula, Sandro Deidda, Enrico Ghelardi, Paolo Belli, Massimo Nunzi, Massimo Guerra, Davide Grottelli, Rodolfo Maltese, Alfredo Romeo, Enrico Bracco, Marco Loddo, Andrea e Stefano Nunzi, Carlo Conti, Lino Patruno, Michael Supnick, Mike Appelbaum, Clive Richie, Minnie Minoprio, Guido Giacomini, Alberto Botta. E' pianista, nel 2007, nel Giorgio Bracardi Show. Ha partecipato inoltre, con varie formazioni, a numerosi festival musicali tra cui I Giardini della Filarmonica, Villa Celimontana, Casa del Jazz , ecc.
Nel 2008, da una sua idea, nasce il Paolo Bernardi Quartet: Farhenheit Project, progetto propone musiche originali e arrangiamenti di standard americani. Nel 2011 esce un cd per l'etichetta Dodicilune, che riceve recensioni e interviste per importanti emittenti e riviste di settore. Con esso si esibisce in prestigiosi locali romani quali Alexanderplatz, Bebop, Beba do Samba e in rassegne significative (Festival Jazz Teatro del Sogno, Percorsi Jazz ’ – Conserv. “S. Cecilia”, Roma). Il secondo progetto del quartetto,”…Plays Aznavour”, è interamente centrato sulla figura e la musica di Charles Aznavour (Sifare, 2013).
Per la primavera 2014 sono programmate due nuove uscite discografiche a nome di Paolo Bernardi. La prima sarà di un cd di piano solo, dal titolo “Impressions”, un omaggio ad un pianismo più moderno e meno legato a declinazioni sonore prettamente swing. La seconda sarà un audiobook dedicato alle splendide e poetiche lettere d’amore di Eloisa e Abelardo. Il cd sarà arricchito dalle musiche del Paolo Bernardi Quartet: alcune preesistenti, altre opportunamente scritte e registrate per questo nuovo progetto.
Recensioni di “…Plays Aznavour”
«Il pianista romano è piuttosto variegato, sia nelle intenzioni sia nelle messe in atto: prima di realizzare un progetto, lo cesella e lo colora di tinte sempre diverse, divertendosi a disegnare e tracciare continuamente nuove figure e spunti creativi. […] È un quartetto su cui si può costruire ogni volta un progetto nuovo, quindi… avanti il prossimo!»
JazzColours – Marco Maimeri
«Un disco che si lascia amare per le sue improvvisazioni non improvvisate, per il suono maestoso e aperto a più di una contaminazione: il sax di sapore pop che esce fuori da “L’amour c’est comme un jour” o l’estrema orecchiabilità di “Les plaisirs démodes” son lì a dimostrare che “Paolo Bernardi Quartet… plays Aznavour” può colpire al cuore anche chi non ha mai avuto eccessiva dimestichezza con il jazz. E se anche il grande vecchio ha apprezzato queste versioni dei suoi brani, una ragione ci sarà»
Rockit – Giuseppe Catani
«Viene alla luce la vena lirica e romantica di Bernardi, che, con signorilità compositiva e pianistica, onora uno tra i più grandi cantautori contemporanei. Dunque, un disco indubbiamente ben riuscito, generato con passione e tanto buon gusto»
Suono, Stefano Dentice
«Al piano il grande jazzista romano Paolo Bernardi, un nome che non ha bisogno di parecchie presentazioni, che gioca con la sua vena poetica creando bellissimi contrattempi intagliando Aznavour da un pezzo di legno già perfetto di per sé trasformandolo in materia musicale, strumentale e pensante»
IndiePerCui, Ilaria Viola
«Un album degno di essere un omaggio a Charles Aznavour, fedele all’autore e al tempo stesso originale, con quel tocco in più dato dal Paolo Bernardi Quartet. Un disco cristallino, in grado di placare gli animi più turbati. Una medicina per il cattivo umore, un abbraccio caldo che allontana tutti i problemi dalla testa. Un degno esempio di jazz italiano, di bravura e fantasia che ci portano in un’altra dimensione. Prendere un sogno stupendo e musicarlo»
OcaNera – Francesca Marini
«Come si fa a sognare? E ad innamorarsi? Certe domande, come sappiamo, non conoscono risposta certa, succedono e basta. L'unico modo per coglierle è, semmai, lasciarsi travolgere. Nella medesima prospettiva, il disco del Bernardi Quartet somiglia ad un onda sonora, è schiuma marina che avvolge tiepidamente l'ascoltatore, lasciandolo libero di perdersi fra pensieri ed emozioni sempre nuove»
Loudvision, Laura Campopiano
«E' un musicista controcorrente Bernardi: se in genere accade nei lavori d'esordio di omaggiare con cover i propri punti di riferimento il jazzista romano, invece, vede bene di dedicare ad uno dei musicisti a cui deve di più non l'opera prima bensì il suo secondo lavoro. […] Tuttavia, Bernardi rilegge tutti i brani dello chansonnier in chiave esclusivamente jazz: un jazz convenzionale, sì, da club, e che sta perfettamente in canoni precostituiti con il pianoforte sempre in primo piano, ma dall'indubbia capacità seduttiva»
La Scena – Vittorio Lannutti
«Piano, sax alto / clarinetto, basso, batteria (gli strumenti del quartetto), rispettoso (i grandi classici reinterpretati non vengono stravolti), inedito (il brano finale intitolato Mon ami, l'unico brano completo non accreditato ad Aznavour. Un jazz waltz con andamento ternario e ballabile, con momenti più lirici e un po' sofferti), coda (Hier Encore è seguita da una coda intitolata Autoritratto, anch'essa firmata da Bernardi: un omaggio che simboleggia un'ideale continuità affettiva con la musica del francese), passione (per la musica di Aznavour, evidente dall'approccio del quartetto ai brani reinterpretati)»
Asap Fanzine – Marco Maresca